Nessuna coalizione da sola raggiunge la soglia del 42%, necessaria per far scattare il premio di maggioranza.
L’approvazione definitiva della riforma elettorale nota come Stabilicum ridisegna completamente le strategie politiche in vista del voto. Come emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da YouTrend per SkyTg24, il nuovo meccanismo introduce una soglia chiave al 42% per far scattare il premio di maggioranza, un valore che nessuna delle principali coalizioni tradizionali riesce al momento a raggiungere da sola. Il centrodestra si arresta infatti al 40,2%, rimanendo a quasi due punti dall’obiettivo, mentre sul fronte opposto l’alleanza tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra si ferma al 39,7%. In questo contesto cresce in modo significativo la fascia degli astenuti e degli indecisi, arrivata al 35,1% degli elettori.
Nelle intenzioni di voto destinate ai singoli partiti, Fratelli d’Italia registra un recupero portandosi al 27%. Il Partito Democratico perde invece terreno e scivola al 20,4%, allargando il distacco dalla vetta a oltre sei punti. Tra le altre forze, il M5S risale al 13,5%, seguito dalla formazione di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che al 7,8% mantiene il proprio vantaggio su Forza Italia al 7,4% e sulla Lega al 4,8%. AVS si posiziona al 5,8%, mentre tra i gruppi minori si registrano Azione al 3,3%, Italia Viva al 2,5%, +Europa all’1,5%, Ora! all’1,2%, il Partito Liberaldemocratico all’1,1% e Noi Moderati all’1%.
I vincoli imposti dallo Stabilicum trasformano le mosse di Roberto Vannacci e Matteo Renzi nelle tessere decisive per comporre la futura maggioranza di governo. L’ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra spingerebbe lo schieramento al 48%, permettendo di conquistare comodamente il premio e di assicurarsi la maggioranza con 223 seggi alla Camera e 114 al Senato. Se invece Vannacci decidesse di correre in autonomia, la maggioranza uscente scenderebbe a 139 deputati e 70 senatori, lasciando a Futuro Nazionale un gruppo indipendente composto da 26 deputati e 12 senatori. In questa seconda ipotesi, la partita si ribalterebbe a favore del campo largo, a patto di allargare i confini a Italia Viva e +Europa: l’accordo permetterebbe al centrosinistra di salire al 43,7%, garantendo il premio di maggioranza e una solida presenza con 221 seggi a Montecitorio e 112 a Palazzo Madama, mentre la sola forza di Carlo Calenda, Azione, otterrebbe 12 deputati e 3 senatori.



