La banda della minicar che terrorizza Monteverde

A bordo ci sarebbero dei ragazzini che si sporgono dal finestrino, sferrano un calcio o una spinta e si dileguano, lasciando a terra le loro vittime.

Roma – C’è un’ombra nera che sfreccia nella notte di Monteverde e trasforma una tranquilla pedalata in un incubo. È una minicar, probabilmente elettrica, che sbuca dal buio: a bordo, raccontano i residenti, ci sarebbero dei ragazzini che si sporgono dal finestrino, sferrano un calcio o una spinta e si dileguano, lasciando a terra le loro vittime. L’ultima, la più grave, ha il volto noto di Davide Iacopini, l’attore 42enne di “Suburra” e “Diaz”, ora ricoverato in terapia intensiva con un grave trauma cranico e una prognosi strettamente riservata.

Era la tarda serata di lunedì 5 ottobre quando l’attore genovese, che si trovava sul suo monopattino, percorreva via Anton Giulio Barrili per rincasare dopo una cena con il cast della seconda stagione di “Maschi Veri”. Secondo gli investigatori, una minicar nera con due persone a bordo lo avrebbe affiancato e, dal lato passeggero, è partito un calcio improvviso. Iacopini ha perso l’equilibrio, è finito contro una Mini Cooper parcheggiata e ha battuto violentemente la testa, perdendo conoscenza.

Soccorso d’urgenza e trasportato all’ospedale San Camillo, è stato operato dall’équipe neurochirurgica. Il decorso post-operatorio, fanno sapere i medici, è regolare, ma l’attore resta sedato e in condizioni gravi. La famiglia, in una nota, ringrazia lo staff sanitario, la Procura e le forze dell’ordine, e chiede soltanto il rispetto della privacy.

Davide Iacopini. Foto Facebook

Ma quello di Iacopini è solo l’ultimo anello di una scia inquietante. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per tentato omicidio, affidato al Pm Ambrogio Cassiani, e gli inquirenti sono convinti che dietro gli assalti ci sia sempre lo stesso equipaggio. Appena ventiquattr’ore prima, una donna che rientrava a piedi era stata colpita alla nuca: “Ho visto un ginocchio spuntare dal finestrino, poi un colpo”, ha raccontato. Medicata e dimessa con cinque giorni di prognosi, ha visto la stessa macchinetta fare inversione e scaraventare a terra un ragazzo in monopattino.

Poi le denunce si sono moltiplicate: uno studente universitario di 26 anni buttato giù dal monopattino con un calcio, una libera professionista di 27 anni spinta dalla bicicletta in via San Pancrazio, un uomo colpito alle spalle dalle parti di ponte Testaccio. Almeno cinque le vittime finora, mentre chi indaga passa al setaccio le telecamere della zona, poche e non sempre nitide.

C’è un dettaglio che gela il sangue: dopo aver visto l’attore riverso a terra, i due a bordo non si sono fermati per aiutarlo. Sono tornati indietro soltanto per recuperare una scarpa persa durante il colpo, poi sono ripartiti nel buio. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di una sfida lanciata sui social tra giovanissimi, una pista però ancora tutta da verificare. Intanto Monteverde trattiene il fiato, e con lei tutta Roma.