Il Tribunale dispone 12 mesi di amministrazione giudiziaria per interrompere sfruttamento, irregolarità e criticità nella filiera produttiva.
Forlì – Il provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna mira a recidere le dinamiche di caporalato e sfruttamento del lavoro, salvaguardando la continuità aziendale e i posti di lavoro.
Nella mattinata odierna, personale del Comando provinciale della Guardia di Finanza e della Questura della polizia di Stato (Divisione Anticrimine) hanno eseguito un provvedimento, emesso dal Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione, di applicazione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, ex art 34 del D.Lgs. 159/2011 (Codice Antimafia), per la durata di 12 mesi, nei confronti di una nota società operante nel settore della produzione di divani e poltrone, inserita nel distretto del “mobile imbottito” di Forlì.
Il decreto è stato adottato accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì, al termine di articolate e complesse indagini di polizia giudiziaria eseguite, in stretta sinergia, dalla Guardia di Finanza e dalla polizia di Stato.
Le attività di indagine, avviate in un periodo caratterizzato dal clamore mediatico derivante da agitazioni promosse da organizzazioni sindacali, hanno consentito di raccogliere gravi e circostanziati elementi tipici di fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (c.d. “caporalato”).
Gli accertamenti degli investigatori hanno fatto emergere come il libero esercizio dell’attività d’impresa da parte della società oggetto della misura di prevenzione fosse fondato su una persistente e colposa agevolazione di contesti criminali dediti allo sfruttamento della manodopera.
Alla base di tale modus operandi è stata riscontrata una politica aziendale orientata alla massimizzazione dei profitti a discapito dei diritti dei lavoratori, unita alla totale mancanza di controlli interni e all’assenza di adeguati modelli organizzativi.
In particolare, l’azienda avrebbe consapevolmente beneficiato di condizioni di lavoro degradanti e del fenomeno del “cottage system”, ovvero la coincidenza tra luoghi di vita e di lavoro, realizzando reiterate condotte di violazione delle norme in materia di orari e retribuzioni, in difformità rispetto ai contratti collettivi nazionali, e di tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il provvedimento emesso dal Tribunale di Bologna non mira a interrompere l’attività economica dell’azienda, bensì a realizzare una rapida e profonda “bonifica” e regolarizzazione gestionale.
Attraverso l’istituto dell’amministrazione giudiziaria, infatti, all’attuale consiglio di amministrazione della società viene affiancato un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, il cui intervento sarà limitato al controllo e supporto, lasciando il normale esercizio dell’impresa in capo all’attuale organo.
Tale attività sarà specificamente finalizzata alla verifica e al risanamento della filiera produttiva, con particolare attenzione al monitoraggio dei rapporti in essere con i fornitori, al fine di assicurare una completa riorganizzazione aziendale laddove sono emerse le criticità e, al contempo, salvaguardare la piena occupazione e tutele dei diritti dei dipendenti.



