Giallo al Prenestino, 20enne ucciso a coltellate e abbandonato in strada

Il corpo è stato scaricato tra le baracche a due passi dalla stazione. Si ipotizza un regolamento di conti nel mondo dello spaccio.

Roma – C’è un angolo della periferia est dove la vita sembra valere quanto un sacco di rifiuti lasciato sul marciapiede. È lì, tra la sterpaglia e le baracche di via Attilio Hortis, a pochi passi dalla stazione Prenestina, che nel primo pomeriggio di lunedì un passante si è imbattuto in una scena da incubo: il corpo senza vita di un ragazzo di appena vent’anni, massacrato a coltellate e lasciato a terra come un oggetto di cui disfarsi in fretta.

A dare un nome a quel volto sfigurato dalla violenza ci hanno pensato le impronte digitali, l’unico appiglio rimasto agli investigatori. La vittima non aveva addosso né documenti né cellulare: solo un paio di pantaloncini, una maglietta a righe e un giubbino. Dai riscontri della banca dati è emersa l’identità di un cittadino tunisino di 20 anni, un ragazzo che gravitava ai margini, con qualche piccolo precedente alle spalle.

Sul corpo i segni di un’aggressione feroce. Una profonda coltellata appena sotto la clavicola, il colpo che non gli ha lasciato scampo, e altre ferite da arma da taglio al collo. Un accanimento che gli inquirenti dovranno chiarire con l’autopsia, già disposta all’istituto di medicina legale del policlinico di Tor Vergata.

Ma il dettaglio più agghiacciante è un altro. Secondo i primi rilievi, il giovane non sarebbe morto sul colpo. Un particolare che alimenta l’ipotesi più inquietante: che l’agguato mortale sia avvenuto altrove e che il corpo sia stato poi caricato su un’auto, trasportato e scaricato in via Hortis solo in un secondo momento. Non un luogo qualsiasi, ma una baraccopoli abusiva fatta di giacigli di fortuna, fornelli a gas e cumuli di immondizia: il ritratto di un degrado senza fine.

Sul delitto indaga la Sezione Omicidi della Squadra Mobile. Gli agenti hanno passato al setaccio il marciapiede e la vegetazione a caccia di tracce, mentre gli investigatori stanno acquisendo e analizzando i filmati delle telecamere della zona, nella speranza di inchiodare il passaggio del veicolo da cui il cadavere sarebbe stato gettato via.

La pista più battuta porta lontano dalle prime impressioni. Gli inquirenti hanno infatti escluso ogni collegamento con lo stabile occupato di via Tallone, a Tor Sapienza, sgomberato pochi giorni fa. L’ombra che si allunga sul caso è un’altra, ancora più cupa: quella di un sanguinoso regolamento di conti maturato negli ambienti dello spaccio di Roma est, le stesse piazze – da Tor Bella Monaca ai parchi intorno alla ferrovia – che il 20enne avrebbe frequentato.

Un morto ammazzato in strada che arriva a pochi giorni da un altro omicidio a coltellate, quello di un 30enne trovato senza vita nel parco Fabio Montagna, alla Rustica. Due delitti, lo stesso quadrante, la stessa lama. Per ora gli investigatori frenano: nessun elemento, al momento, lega i due episodi. Ma la periferia est, intanto, continua a contare i suoi morti.