Una residente, sentendo le grida disperate, ha chiamato il 112: i carabinieri hanno fermato l’uomo mentre era a cavalcioni sulla vittima in lacrime.
Cervia (Ravenna) – C’è un’ora, prima dell’alba, in cui il litorale romagnolo dorme ancora e le strade restano deserte. È in quel silenzio che, all’alba di domenica, le urla disperate di una donna hanno squarciato il buio, salvandola forse da un dramma senza ritorno. Una 43enne di Cesenatico stava camminando verso il centro di Cervia quando uno sconosciuto in bicicletta le si è affiancato, trasformando una passeggiata mattutina in un incubo lungo pochi, interminabili minuti.
Erano da poco passate le 4.30 quando l’uomo, un 28enne di origine senegalese, ha avvicinato la vittima. La donna ha provato a liberarsene con l’astuzia, inventando di dover raggiungere il fidanzato geloso. Ma la scusa non è servita a nulla: il giovane ha cominciato a molestarla e, con la forza, l’ha trascinata in un parco poco distante, buttandola a terra a pancia in giù e immobilizzandola con il peso del proprio corpo.
La donna ha lottato con tutte le forze, gridando aiuto nel cuore della notte. È stato proprio quel grido a fare la differenza. Una residente delle case vicine, svegliata dalle urla, si è affacciata alla finestra chiedendo se andasse tutto bene. L’aggressore ha risposto con freddezza che non c’era nulla di cui preoccuparsi, mentre continuava a tenere bloccata la vittima. Ma la chiamata al 112 era ormai partita.
La violenza, intanto, proseguiva: con una mano l’uomo le sbottonava i pantaloni, con l’altra tentava di zittirla. A spezzare quell’incubo sono arrivati i carabinieri della stazione di Cervia, che hanno sorpreso il 28enne a cavalcioni sulla vittima in lacrime. Alla vista dei militari, l’aggressore si è dato alla fuga a piedi, attraversando la Statale Adriatica incurante delle auto in transito e ripetendo “non sono stato io“. Una pattuglia del Radiomobile lo ha bloccato poco dopo.
Per il giovane, descritto come disoccupato e senza fissa dimora, è scattato l’arresto per tentata violenza sessuale, con l’attivazione del protocollo “codice rosso“. A suo carico pende una lunga sfilza di precedenti: alcuni furti, un tentato furto in abitazione proprio a Cervia, lesioni da arma bianca e il possesso ingiustificato di un coltello. Condotto in carcere, davanti al giudice ha scelto il silenzio. La Gip Federica Lipovscek ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere.



