I grandi maestri dell’arte accendono l’autunno emiliano

Da Caravaggio a Van Gogh, un ricco calendario di mostre ed eventi culturali attraversa i tesori delle province tra Parma, Piacenza e Reggio.

Van Gogh, Modigliani, Man Ray, Caravaggio, Milo Manara. L’autunno in Emilia, la Terra dello Slow Mix porta la grande arte tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, in un calendario di mostre che conferma la vocazione culturale di un territorio capace di intrecciare grandi firme internazionali e patrimoni artistici locali.

A Parma il titolo di punta è “Man Ray: tutto” alla Fondazione Magnani Rocca fino al 13 dicembre 2026: a 50 anni dalla scomparsa dell’artista, la mostra riunisce oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, sculture, oggetti, film e grafiche. Fino all’8 marzo 2027, a Palazzo del Governatore, arriva invece “LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre”: oltre 60 capolavori in prestito dalla GNAMC di Roma, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi, per un percorso in 13 sale dedicato all’universo femminile lungo due secoli di storia. Dall’11 novembre 2026 al 28 marzo 2027 il centro storico si arricchisce con “Caravaggio e la luce del Seicento” a Palazzo Tarasconi, dedicata al fenomeno del caravaggismo con opere di Manfredi, Gentileschi, Guido Reni e altri, in dialogo con “L’Incredulità di San Tommaso” dello stesso Caravaggio. Da segnalare anche la retrospettiva di scultura di Brunivo Buttarelli nella Rocca Sanvitale di Sala Baganza, prorogata fino al 6 dicembre 2026; fino all’8 novembre 2026 torna invece il festival ColornoPhotoLife, che porta all’Aranciaia e alla Reggia di Colorno 15 progetti fotografici, tra cui la mostra di Monika Bulaj e l’omaggio a Folco Quilici. Al Labirinto della Masone, fino al 6 gennaio 2027 debutta “VISIONI. Milo Manara nel Labirinto”, con tavole e materiali preparatori dell’archivio dell’artista.

A Piacenza, dal 21 novembre 2026 al 28 febbraio 2027 la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi dedica invece un focus ad Armando Spadini, con una selezione di opere realizzate tra il 1917 e il 1922 provenienti da musei come la Civica Galleria di Torino e la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, per approfondire la maturità artistica del pittore già presente in collezione con due dipinti acquisiti da Giuseppe Ricci Oddi.

Reggio Emilia completa il quadro con un calendario altrettanto denso. Fino al 18 ottobre 2026, a Spazio Gerra la sposizione “Canterò soltanto il tempo” celebra Francesco Guccini attraverso 9 canzoni-chiave del suo repertorio, tra materiali d’archivio, opere contemporanee e ascolti in cuffia. Dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027 Palazzo Magnani ospita “Le porte dell’invisibile”, che mette in dialogo Kandinskij, Klee e Malevič con il pensiero di Pavel Florenskij, mentre ai Chiostri di San Pietro, dal 10 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, apre “Eveningside”, la trilogia che riunisce le immagini di Gregory Crewdson. Dall’8 novembre 2026 al 14 febbraio 2027 la Collezione Maramotti ospita la personale italiana del pittore basco Alain Urrutia, con oltre 20 tele in scala di grigi. Inoltre, fino al 28 febbraio 2027 il Palazzo dei Musei propone “A series of dreams”, il percorso dedicato a Luigi Ghirri che esplora il legame tra fotografia e musica nell’opera del maestro reggiano.

“La cultura in Emilia si vive, si assaggia, si respira – sottolinea il Presidente di Visit Emilia Simone Fornasari -. E questo autunno esprime bene l’ecletticità della Terra dello Slow Mix, dove la grande arte convive naturalmente con le esperienze nel bosco e nei castelli, tra castagne e vendemmia, e con la tavola, che è sempre parte del racconto culturale. Non a caso molti dei nostri itinerari uniscono la visita a una mostra, a un pranzo tipico o a un’escursione: crediamo che conoscere davvero un territorio significhi viverlo con tutti i sensi”.

Per info www.visitemilia.com