Matisse, al MUDEC il dialogo con le culture del mondo

Circa 100 opere raccontano l’influenza dell’arte africana, islamica, russa, del Pacifico e cinese sul linguaggio dell’artista francese.

Milano – Il MUDEC presenta “Matisse. Il mondo in una stanza”, una grande mostra dedicata al rapporto tra Henri Matisse e le culture incontrate durante i suoi studi e i suoi viaggi oltre i confini europei. Il percorso indaga un aspetto a lungo sottovalutato della sua ricerca: l’influenza esercitata dall’arte africana, islamica, russa, del Pacifico e cinese sulla costruzione del suo linguaggio artistico.

Curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti, la mostra è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura, in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza.

Il percorso espositivo è articolato in otto sezioni, ognuna dedicata a un tema centrale nell’evoluzione della ricerca di Matisse. Sono circa 100 le opere esposte tra dipinti, lavori su carta e sculture, provenienti da importanti istituzioni internazionali, tra cui il Philadelphia Museum of Art, la Pierre and Tana Matisse Foundation Collection di New York, il MoMA, il Musée de l’Orangerie, il Musée Picasso, il Musée d’Orsay, il Musée du Quai Branly e il Bargello di Firenze, oltre allo stesso MUDEC.

Accanto alle opere di Matisse sono esposti anche oggetti e tessuti, considerati interlocutori fondamentali nella sua produzione artistica. I prestiti arrivano, tra gli altri, dal Musée Matisse di Nizza e dal Museo delle Civiltà di Roma e permettono di ricostruire i dialoghi dell’artista con l’arte e il design di culture diverse.

Una parte della mostra è dedicata ai progetti decorativi e ai libri d’artista, con opere come il dittico monumentale Océanie, le celebri tavole di Jazz, le Poésies di Mallarmé e Pasiphaé di Montherlant. In esposizione anche disegni legati alla Cappella del Rosario di Vence, considerata la sintesi finale della ricerca poliedrica di Matisse. Il percorso è arricchito da fotografie d’epoca, tra cui alcuni scatti realizzati dallo stesso artista durante i suoi viaggi in Marocco.

La mostra propone una rilettura dell’opera di Matisse attraverso i concetti di alterità, primitivismo e orientalismo, inserendosi nel più ampio dibattito sui rapporti tra arte moderna, nazionalismo e cultura coloniale.

Il punto centrale dell’esposizione è la pluralità delle influenze che confluiscono nel lavoro dell’artista. Nelle sue opere convivono infatti arabeschi islamici, geometrie dell’abbigliamento rumeno, maschere Gelede Yoruba e icone russe medievali.

Il risultato è un percorso che va oltre la semplice ricerca delle fonti di ispirazione di Matisse e mette in evidenza la complessità di un linguaggio costruito attraverso l’incontro tra mondi e tradizioni differenti. Una rilettura che porta alla luce, dietro l’eleganza delle sue opere, la stratificazione e la sperimentazione che hanno caratterizzato una delle esperienze artistiche più importanti del Novecento.