Il capo del Dipartimento chiarisce modalità di sicurezza, organici, assistenza sanitaria e iniziative educative rivolte ai giovani.
Roma – In riferimento all’articolo pubblicato in data odierna dal Corriere del Veneto, il capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, sulle condizioni della struttura e alle attività rivolte ai giovani ristretti, con il massimo rispetto per la libertà di espressione, precisa che:
sulla modalità di apertura e chiusura del cancello, la soluzione adottata è stata individuata per ragioni di sicurezza, tenendo conto anche delle esigenze e degli interessi dei giovani ristretti;
sugli organici, il reparto di polizia penitenziaria è stato significativamente implementato. È previsto, inoltre, entro la metà di ottobre, l’arrivo di ulteriori unità, attinte dalla graduatoria dell’ultimo corso di allievi. Anche il personale civile sarà oggetto di un significativo incremento entro la fine dell’anno. In particolare, i funzionari della professionalità pedagogica raggiungeranno le 9 unità previste dalla dotazione organica, mentre il personale amministrativo-contabile arriverà a 5 unità su 7 previste;
con riferimento alla richiesta, avanzata dalla delegazione sindacale, di estendere da 5 a 12 ore giornaliere il presidio sanitario, anche al fine di limitare il ricorso al servizio di emergenza 118 in caso di necessità, si precisa che l’attuale organizzazione è il risultato di un accordo definito prima dell’apertura della struttura. Tale accordo prevede la presenza infermieristica per 12 ore quotidiane, nonché la presenza di due psicologhe per complessive 36 ore settimanali;
per quanto riguarda i lavori di ripristino resisi necessari a seguito delle azioni illecite poste in essere da alcuni detenuti nei mesi di aprile e giugno, gli interventi di ristrutturazione prenderanno avvio nei prossimi giorni.
Quanto agli episodi di protesta posti in essere dai detenuti, la loro gestione è avvenuta nel rispetto delle procedure previste e con la massima efficienza da parte del personale, non potendosi ascrivere all’Amministrazione la responsabilità delle condotte antisociali di alcuni detenuti.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alle attività scolastiche, formative e trattamentali. Con l’avvio dell’anno scolastico, il 23 settembre scorso, sono state formate tre classi – relative all’obbligo formativo, al triennio della scuola secondaria di secondo grado e all’alfabetizzazione – che coinvolgono la quasi totalità dei ragazzi.
Sono inoltre attive diverse progettualità rivolte ai giovani, come il progetto teatrale “Diffrazioni”, il progetto dedicato alla gestione delle emozioni “Liberamente”, il laboratorio musicale “Illegal Rap”, il laboratorio dialogico sui comportamenti “Tetris”, il laboratorio di “orto sociale” e varie attività sportive, per le quali sono attualmente in corso tre interlocuzioni con le Fiamme Azzurre, la Elnass Verona e la FGC del Veneto.



