Follia a Ischia nel finale di Lacco Ameno-Real Frattaminore. Il giovane: “Questo non è sport, ma tornerò in campo”.
Ischia – Un cartellino rosso, il boato della tribuna e, un istante dopo, una pietra che vola dagli spalti e si abbatte sulla testa di un ragazzo di 19 anni. È bastato questo per trasformare una domenica di calcio dilettantistico in un incubo. Alessandro Cotta, giovanissimo arbitro della sezione Aia di Ercolano, è la vittima dell’ennesimo, vergognoso atto di violenza consumato su un campo di provincia, colpito al capo mentre cercava soltanto di fare il proprio dovere fino all’ultimo minuto di gioco.
Il dramma si è consumato allo stadio Vincenzo Patalano, sull’isola d’Ischia, durante la sfida tra Lacco Ameno e Real San Giovanni Frattaminore, valida per la prima giornata del campionato di Prima Categoria. Gli ospiti erano avanti per 1-0 e mancavano pochi istanti al fischio finale quando la tensione, già altissima dopo un’espulsione contestata, è esplosa in una rissa in mezzo al terreno di gioco.
È in quei secondi concitati che dagli spalti sono partiti oggetti e pietre verso il campo. Una di queste ha centrato Cotta alla tempia. Nelle immagini della diretta web si vede il direttore di gara portarsi una mano al capo, barcollare e tentare comunque di riportare la calma. Poi il crollo: il giovane si tiene il volto insanguinato mentre gli stessi calciatori che pochi istanti prima protestavano gli si stringono attorno per soccorrerlo.
Medicato sul posto dal 118, l’arbitro ha rifiutato il ricovero. Per la ferita sono stati necessari alcuni punti di sutura, con una prognosi di nove giorni. Ma la ferita più profonda, quella nell’anima di chi ama questo sport, non si cura con i punti. Eppure, dal suo letto, il ragazzo ha trovato la forza di lanciare un messaggio che vale più di mille condanne.
“Questo non è sport, ma scenderò di nuovo in campo non appena mi rimetterò”.
Parole affidate al Tgr Rai Campania, un giuramento di chi non vuole arrendersi alla barbarie. Intanto sul caso indagano i
della compagnia di Ischia, che stanno passando al setaccio foto e filmati (comprese le riprese degli spettatori e le immagini televisive) per dare un volto ai responsabili dei lanci.
Immediata e durissima la reazione delle società. Il Real San Giovanni Frattaminore ha denunciato un “finale di gara macchiato dalla violenza”, raccontando di tesserati costretti a lasciare il campo scortati dalle forze dell’ordine. Il Lacco Ameno, dal canto suo, ha bollato il gesto come “un atto inqualificabile e criminale“, promettendo piena collaborazione per identificare e allontanare per sempre dallo stadio chi ha trasformato una festa dello sport in una gogna. Ora la parola passa al giudice sportivo: le decisioni sono attese nei prossimi giorni.



