Bancarotta e ricavi in nero: crolla la rete

Dalle fatture false alla cancellazione delle scritture contabili. Segnalati oltre centottantamila euro di profitti illeciti al Fisco.

Belluno – Le Fiamme Gialle di Belluno hanno concluso complesse ed articolate indagini finalizzate ad accertare le cause del dissesto di tre aziende, attive in importanti settori caratterizzanti l’economia bellunese (alberghiero e ristorativo), dichiarate fallite, con sentenze emesse dal Tribunale di Belluno, nell’anno 2024.

Le indagini, svolte dalla Tenenza di Auronzo di Cadore con il coordinamento della Procura della Repubblica di Belluno, hanno disvelato distrazioni di beni e di risorse aziendali, nel complesso, per circa 4 milioni di euro, in ordine alle quali sono state denunciate, a vario titolo, tre persone fisiche, per i reati di bancarotta fraudolenta – patrimoniale e documentale – e di autoriciclaggio, nonché una persona giuridica per le connesse responsabilità amministrative dell’ente.

Per scovare le cause dei fallimenti, i finanzieri hanno attenzionato oltre 50 rapporti bancari tra mutui, conti correnti e linee di credito, ricostruendo ed analizzando complesse vicende gestionali e societarie.

In dettaglio, la minuziosa disamina dei flussi finanziari delle imprese coinvolte ha permesso di rilevare che gli amministratori delle fallite avevano dilapidato i patrimoni aziendali, distraendone gli asset immobiliari e finanziari mediante false rappresentazioni contabili, condotte di evasione fiscale e fraudolente operazioni straordinarie.

In tale contesto, sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri sono finiti rispettivamente:

  • il trasferimento di ingenti somme di denaro in favore di altro soggetto economico amministrato dalla stessa persona, al fine di evitarne, senza successo, il fallimento;
  • cospicui versamenti di denaro contante, effettuati, dal titolare di una delle fallite, sui propri conti correnti personali; la minuziosa ricostruzione della reale dimensione economica dell’impresa ha permesso infatti di ricondurre le operazioni bancarie investigate a “ricavi in nero” afferenti alla gestione aziendale;
  • un contratto d’affitto di ramo d’azienda di cui è stata accertata la natura fraudolenta in quanto realizzato allo scopo di non soddisfare le pregresse pretese creditorie, attesa l’impossibilità di proseguire l’attività alberghiera.

Il mancato assolvimento dei debiti erariali, unitamente allo svuotamento delle casse aziendali ed alla drastica riduzione del patrimonio immobiliare, ha determinato, in capo alle aziende investigate, irreversibili crisi economico-finanziarie, culminate con le rispettive dichiarazioni di liquidazione giudiziale.

Le indagini hanno consentito di definire, da ultimo, ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti nella dolosa distruzione di gran parte della documentazione amministrativo-contabile delle fallite, rendendo difficoltoso il lavoro svolto dalle Fiamme Gialle per ricostruire dettagliatamente le vicende gestionali, occorse nell’arco temporale di oltre venti anni.

La trasversalità del lavoro svolto si è altresì concretizzata con la segnalazione, alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Belluno, di proventi illeciti da sottoporre a tassazione per 180 mila euro.