Il deputato siciliano ha escluso timori per la ricandidatura e ha detto di aver ritrovato in Vannacci l’umanità di Berlusconi.
Ha cambiato partito, ma sostiene di non averlo fatto per salvarsi. Tommaso Calderone, deputato siciliano, ha lasciato Forza Italia per aderire a Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, e respinge l’accusa di aver agito per paura di non essere ricandidato: è sempre stato eletto con le preferenze, ha ricordato, e in provincia di Messina il suo ex partito non avrebbe potuto fare a meno di lui.
L’ipotesi del calcolo elettorale era circolata su Dagospia, che aveva scritto di garanzie negate da Antonio Tajani e dal presidente della Regione Renato Schifani per un posto da capolista in Sicilia. Calderone ha risposto che con nessuno dei due ne aveva mai discusso e che Forza Italia, senza il traino di Berlusconi, non raccoglie più voti d’opinione ma solo quelli di chi è radicato sul territorio.
Il curriculum, del resto, andava in quella direzione. Calderone fa l’avvocato dal 1991, aveva iniziato a militare a destra nel Movimento Sociale e in Alleanza siciliana, poi era stato conquistato dal carisma del Cavaliere, quando ancora non c’era un partito di destra identitario. Nel 2017 era entrato all’Assemblea regionale siciliana con 13.521 preferenze, cinque anni dopo aveva ottenuto un seggio a Montecitorio.
La sua spiegazione è quella di un disagio accumulato negli anni. Ha detto di aver sofferto il passaggio dal calore di Berlusconi al distacco di Tajani e per dimostrare cosa intende, ha raccontato che una volta il fondatore, mentre erano seduti insieme, si era alzato per salutare due amici a qualche metro. Un dettaglio minimo, ma per lui il segno di un partito che coltivava i rapporti umani. Lo stesso tratto, ha aggiunto, l’ha riconosciuto in Vannacci. La sera prima di decidere ha discusso per due ore con la moglie e i figli.
Nel merito, ha ricordato di aver votato a fatica molti provvedimenti della maggioranza e di essersi tirato indietro in altri casi: il riarmo legato all’Ucraina e la norma sul femminicidio. Con Vannacci condivide, ha spiegato, la linea su immigrazione, aborto e “patriarcato mediterraneo”. Non ha invece cambiato idea sul caso Roggero: a suo giudizio non fu legittima difesa.
Con la sua adesione, presentata in conferenza stampa alla Camera, Futuro Nazionale ha raggiunto quota nove parlamentari arrivati dalla maggioranza. Sulla possibilità che altri azzurri seguano il suo esempio Calderone ha scherzato e non ha fatto nomi, rivendicando di saper custodire i segreti.