Diesel, prezzo record in Europa: mai così caro dal 2005

In una sola settimana la media è salita da 2,16 a 2,23 euro al litro, un’impennata che non risparmia nessuno.

Bruxelles – Prima la guerra in Ucraina, poi il conflitto in Medio Oriente con la chiusura dello Stretto di Hormuz, il collo di bottiglia da cui passavano ogni giorno tra le 130 e le 140 navi cariche di un quinto del petrolio e del gas liquefatto del pianeta. Due guerre che hanno mandato in fiamme le quotazioni del greggio e presentato il conto, salatissimo, a milioni di automobilisti. Basta un pieno per capirlo: il prezzo medio del gasolio nell’Unione europea ha toccato un nuovo record storico, 2,23 euro al litro.

Un massimo mai visto da vent’anni, da quando esistono le rilevazioni. A fotografare il balzo è un’analisi dell’agenzia France Presse, costruita sui dati nazionali pubblicati dalla Commissione europea e disponibili dal 2005. In una sola settimana la media è salita da 2,16 a 2,23 euro al litro, un’impennata che non risparmia nessuno.

Il primato è ancora più pesante se si guarda alla mappa del continente: il record riguarda ben 19 Paesi dell’Unione, tra cui i tre motori dell’economia europea, Germania, Francia e Italia. Colpa degli shock energetici innescati dai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, che continuano a tenere sotto pressione l’offerta di petrolio e a gonfiare i prezzi alla fonte.

Eppure, controcorrente rispetto al resto d’Europa, in Italia alla pompa si respira per il momento un’aria leggermente diversa. Sulle strade i prezzi sono in lieve calo: secondo l’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi 24 settembre il self service segna 2,154 euro al litro per la benzina (era 2,155 ieri) e 2,338 euro per il gasolio (2,340 il giorno prima).

La vera stangata resta però in autostrada, dove chi macina chilometri paga il conto più caro: la benzina self viaggia a 2,245 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,419 euro al litro, in leggero aumento rispetto ai 2,418 di ieri. Numeri che pesano soprattutto sull’autotrasporto e che, filtrando sui costi delle merci, rischiano di ripresentarsi presto sugli scaffali dei negozi.

Ora la palla passa alla politica europea. Non a caso, proprio in questi giorni, da Berlino è arrivata la richiesta alla Commissione Ue di una proposta per tassare gli extraprofitti dell’energia, mentre dal 5 ottobre in Italia tornano le accise mobili che dovrebbero alleggerire, almeno un po’, il salasso al distributore.