È morto Sandro Mazzola, simbolo della Grande Inter e della staffetta azzurra

Dall’eredità del padre Valentino alle glorie con l’Inter e la Nazionale: si è spento a 83 anni uno dei volti simbolo del nostro sport.

Torino – Per una generazione di tifosi Sandro Mazzola è stato soprattutto una metà di un’accoppiata: quella con Gianni Rivera, il rivale milanista con cui l’allenatore Ferruccio Valcareggi si trovò a dividere un solo posto da trequartista e che tutti chiamarono “staffetta”. È morto nella notte a 83 anni, portandosi via una fetta enorme della memoria sportiva del Paese. Sotto la guida di quel commissario tecnico l’Italia vinse l’Europeo del 1968, dopo la ripetizione della finale con la Jugoslavia, e due anni dopo arrivò fino all’atto conclusivo dei Mondiali in Messico, passando per una semifinale con la Germania Ovest terminata 4-3 e diventata leggenda. In maglia azzurra ha chiuso dopo il Mondiale del 1974, con 70 presenze e 22 reti.

Prima di tutto questo c’era un peso da sostenere. Sandro era il figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso a Superga quando lui era un bambino, e il ragazzo cresciuto a Cassano d’Adda doveva dimostrare di valere qualcosa al di là di quel cognome. A vederne per primo il talento fu Benito Lorenzi, il “Veleno” dell’Inter; poi arrivarono le giovanili nerazzurre con Giuseppe Meazza in panchina e infine la prima squadra di Helenio Herrera, che lo prese sotto la sua ala e lo trasformò da centravanti anomalo in centrocampista offensivo, raffinato e con un’intelligenza tattica rara.

Con l’Inter ha giocato fino al 1977, totalizzando 572 partite e 162 gol e vincendo due Coppe Intercontinentali, due Coppe dei Campioni e quattro campionati. L’ultimo atto da giocatore fu una finale di Coppa Italia persa contro il Milan. Chiusa la carriera sul campo, è rimasto nel mondo del calcio dietro le quinte: ha lavorato come direttore sportivo con Massimo Moratti, dopo aver fatto esperienza anche a Genoa e Torino, e nell’estate del 1997 ha portato a Milano Ronaldo, il “Fenomeno”, uno dei colpi più amati dal popolo interista.

C’è un filo curioso che lega i suoi due debutti. Il primo, il 10 giugno 1961, avvenne in una partita che l’Inter giocò con i ragazzini per volere del presidente Angelo Moratti: la Juventus vinse 9-1, ma Mazzola, allora diciottenne, segnò su rigore la sua prima rete in Serie A. Il secondo, il 12 maggio 1963 a San Siro, fu l’esordio in Nazionale nel 3-0 al Brasile di Pelé, e anche in quel caso il suo gol arrivò dagli undici metri.