L’inchiesta porta alla luce un sistema di simulazioni e fatture false che faceva impennare le polizze: scattano sequestri e sospensioni.
Genova – L’operazione di polizia ha portato alla luce una presunta organizzazione criminale specializzata in frodi assicurative, dedita principalmente alla simulazione o all’alterazione di sinistri stradali con motociclette di un noto marchio americano di elevato valore commerciale.
L’indagine, avviata nell’ottobre 2024 dalla Polizia Giudiziaria del Compartimento polizia Stradale di Genova, ha analizzato 46 sinistri riferiti al periodo 2023-2026. Almeno 18 presenterebbero elementi riconducibili a frodi assicurative, per un danno accertato allo stato delle indagini superiore a 450.000 euro, oltre alle spese legali.
Gli approfondimenti hanno inoltre evidenziato possibili condotte riconducibili al sodalizio già dal 2014, con particolare attenzione ai sinistri dal 2020 in poi.
Secondo l’ipotesi investigativa, il gruppo avrebbe predisposto o alterato incidenti, creato artificialmente i danneggiamenti dei veicoli e prodotto documentazione tecnica e fotografica finalizzata a ottenere indebiti risarcimenti. Alcune officine e carrozzerie avrebbero avuto un ruolo nella predisposizione di preventivi artefatti e nella simulazione dei danni.
Durante le perquisizioni sono state sequestrate numerose parti di Harley-Davidson, ritenute utilizzate per riprodurre o aggravare i danneggiamenti.
Gli investigatori hanno inoltre ipotizzato il coinvolgimento di persone in condizioni di vulnerabilità economica, alle quali sarebbero stati offerti compensi modesti in cambio dell’utilizzo dei dati assicurativi e della sottoscrizione della documentazione relativa ai sinistri.
L’attività investigativa ha portato al sequestro di motociclette, parti di veicoli, documentazione, oltre 28.000 euro in contanti, tre conti correnti con oltre 200.000 euro complessivi, quattro appartamenti e un esercizio commerciale, ritenuti riconducibili ai proventi delle attività illecite o sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.
Sono numerosi gli indagati, tutti italiani, ai quali vengono contestati, a vario titolo, diversi reati, tra cui associazione per delinquere finalizzata alla frode assicurativa, falsità ideologica, peculato d’uso, emissione di fatture per operazioni inesistenti e falsa testimonianza.
Un cinquantaquattrenne genovese, noto sui social sia per la passione per il marchio di motoveicoli in questione che per il fitness, è indicato dagli investigatori quale presunto promotore e vertice dell’organizzazione.
Nell’indagine risultano coinvolti anche soggetti appartenenti alle pubbliche amministrazioni locali.
Al termine delle indagini sono state richieste diverse misure cautelari personali nei confronti di soggetti ritenuti ai vertici del sodalizio, comprese custodie in carcere, arresti domiciliari, per due avvocati, il divieto temporaneo di esercitare la professione e per un dipendente pubblico la sospensione dal pubblico ufficio.
Un contributo all’inchiesta è arrivato anche dall’IVASS, che nel novembre 2024 aveva segnalato un anomalo aumento di incidenti in Liguria che vedevano coinvolti il marchio di motoveicoli in questione, con ricadute economiche anche sui cittadini attraverso l’aumento dei premi assicurativi.