L’uomo, già denunciato per varie violenze, si sarebbe liberato del braccialetto elettronico mentre era sottoposto al divieto di avvicinamento.
Roma – All’apice di una lunga escalation di violenze, minacce e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, ha incendiato il negozio del Fleming nel quale la vittima lavorava.
L’uomo, un trentacinquenne romano, è stato individuato dalla polizia di Stato, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e tradotto in carcere in esecuzione dell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma.
L’incendio aveva distrutto un esercizio commerciale e l’appartamento sovrastante che, per mero caso fortuito, era in quel momento disabitato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del XV Distretto Ponte Milvio, coordinati dai pm di Palazzo Clodio, l’episodio si sarebbe verificato al culmine di una persistente sequenza di comportamenti vessatori e intimidatori nei confronti della donna, che, nel tempo, avevano già determinato l’intervento dell’autorità aiudiziaria a tutela di quest’ultima.
L’uomo, infatti, già sottoposto al divieto di avvicinamento all’ex compagna, aggravato dall’applicazione del braccialetto elettronico, si sarebbe liberato di quest’ultimo proprio in una fascia temporale evidentemente compatibile con quella in cui sarebbe stata posta in essere l’azione criminosa ai danni dell’esercizio commerciale.
Le indagini, sviluppate attraverso un’attenta attività di riscontro e l’analisi degli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, hanno consentito di ricostruire il quadro indiziario a carico dell’indagato e di delinearne la presunta responsabilità in relazione all’episodio incendiario.
Il giudice per le indagini preliminari, condividendo le risultanze investigative, ha disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere. Sono stati gli stessi agenti del Distretto Ponte Milvio a dare esecuzione all’ordinanza. L’uomo è ora ristretto presso il carcere di Regina Coeli.