Chirurgia da incubo: badante sventra un anziano

La donna seda l’87enne professore e lo ferisce gravemente all’addome convinta di estrarre un animale: scatta il fermo prima della fuga.

Vibo Valentia – Un’operazione chirurgica improvvisata in camera da letto, un coltello da cucina e la folle idea di “estrarre un animale” dalla pancia dell’anziano assistito. Ha dell’incredibile e del macabro la vicenda che arriva da Vibo Valentia, dove un professore in pensione di 87 anni, Antonio Reggio, l’ha vista davvero bruttissima.

A ridurre l’uomo in fin di vita sarebbe stata la sua badante, una donna ucraina che avrebbe dovuto finire il turno di sostituzione proprio l’indomani. Invece di preparare le valigie, la donna ha messo in piedi una vera e propria messinscena da incubo: prima ha sedato l’anziano con dei farmaci, poi ha preso un fendente dalla cucina e gli ha affondato la lama nell’addome. Il motivo? Secondo quanto dichiarato dalla stessa donna agli inquirenti, era convinta di doverlo “liberare” da una fantomatica presenza estranea nel corpo.

Quando gli agenti della Mobile sono piombati nell’appartamento alle due di notte, avvisati dalle telefonate di soccorso, si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante: l’ex docente giaceva a letto svenuto, coperto di bende improvvisate e inzuppate di sangue. La corsa contro il tempo all’ospedale di Catanzaro ha rivelato un quadro clinico gravissimo, tra emorragie interne e varie fratture. La prognosi resta riservata, l’uomo è sospeso tra la vita e la morte.

Per la donna si sono aperte immediatamente le porte del carcere di Reggio Calabria. Gli investigatori le hanno stretto le manette ai polsi prima che potesse far perdere le sue tracce: in casa c’era già il bagaglio pronto per la fuga. Sul tavolo restano i verbali di un interrogatorio surreale e il sequestro di un set di coltelli, guanti in lattice e flebo di soluzione fisiologica. Per la giustizia scatta la custodia cautelare in attesa che la perizia psichiatrica e i rilievi facciano piena luce su una notte di pura follia.