L’uomo è accusato di aver appiccato il rogo: la vittima rimase gravemente ustionata e venne ricoverata d’urgenza in ospedale.
Verona – Il 7 agosto 2026, la polizia, con il coordinamento della Procura della Repubblica scaligera, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Verona nei confronti di un quarantenne veronese, indagato per tentato omicidio, incendio doloso, minacce e danneggiamento.
L’attività investigativa svolta dagli agenti della locale squadra mobile è scaturita a seguito di un intervento degli operatori delle volanti effettuato nel giugno 2026, nel quartiere di borgo Roma.
In particolare, gli agenti, il 118 e i vigili del fuoco erano intervenuti poiché al pianterreno di una abitazione era divampato un incendio e uno dei giovani dimoranti nella casa, un quarantenne srilankese, era rimasto intrappolato nelle fiamme e portato d’urgenza presso il locale nosocomio. L’uomo ha riportato ustioni su oltre il 40% del corpo.
Le indagini degli investigatori della squadra mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Verona, hanno consentito di ricostruire immediatamente la natura dolosa dell’incendio, nonostante la vittima fosse in coma farmacologico e impossibilitata a parlare per diverse settimane.
Dalle attività è emerso che l’ex datore di lavoro della vittima, un ristoratore quarantenne veronese, nella notte, avrebbe fatto un primo accesso presso l’abitazione della persona offesa, danneggiando con violenza la porta d’ingresso, litigando e minacciando il giovane, suo ex dipendente.
La stessa notte, poco tempo dopo, l’arrestato avrebbe fatto ritorno a casa della persona offesa e, con modalità di innesco artigianali, verosimilmente utilizzando una bottiglia carica di liquido infiammabile, avrebbe appiccato un incendio doloso.
Nel corso delle indagini sono emersi dei dissidi per futili motivi tra l’arrestato e la vittima, sfociati anche in minacce e danneggiamenti anche nei confronti di ulteriori persone, amici della vittima.