Nuove sculture e pittura sociale trasformano gli spazi di un intero rione. Sabato il taglio del nastro tra condivisione e riscatto urbano.
Carrara – Due opere di arte contemporanea trasformano il quartiere Caina, situato nella zona nord-est di Carrara, in uno spazio di incontro, partecipazione e dialogo: “Wall Caina” del duo Bianco-Valente e “Viceversa. Una pittura su pietra” di Flavio Favelli saranno inaugurate sabato 08 agosto alle ore 18:30, dando forma a un percorso in cui arte pubblica, memoria e comunità si intrecciano per accompagnare un processo di valorizzazione urbana e sociale avviato sul territorio.
L’iniziativa rientra nell’ambito di “COM.unità dell’Arte Diffusa” (sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum), il progetto di arte diffusa (transmediale, multimodale, interattiva) guidato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara che, finanziato nell’ambito del PNRR, nell’ultimo anno ha coinvolto numerose istituzioni accademiche e culturali da nord a sud della penisola italiana, trasformando piazze e luoghi di tante città in un unico spazio creativo condiviso.
Negli ultimi mesi la località apuana si è trasformata in un laboratorio diffuso di sperimentazione artistica, capace di coinvolgere luoghi diversi della città e di valorizzare anche contesti urbani meno centrali. In questo percorso, il quartiere Caina rappresenta un esempio significativo: qui l’arte si inserisce all’interno di un processo di riattivazione degli spazi comuni e di costruzione di nuove relazioni tra abitanti, istituzioni e territorio.
Wall Caina – Bianco-Valente: un muro che racconta una comunità.
Ideato dal duo Bianco-Valente (formato da Giovanna Bianco e Pino Valente, tra i protagonisti più autorevoli della scena artistica contemporanea italiana), il progetto è stato ideato e sostenuto dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, curato da Fabiola Manfredi, e realizzato in collaborazione con il Laboratorio Nuova Caina e l’ERP – Ente gestore della Residenzialità Pubblica di Massa Carrara. L’intervento “Wall Caina” prevede la realizzazione di un’opera site-specific nel cortile del complesso di edilizia residenziale pubblica del quartiere.
L’iniziativa ha preso avvio nell’ottobre 2025 attraverso un articolato percorso di ascolto, confronto e progettazione partecipata che ha coinvolto attivamente gli studenti del corso di Decorazione dell’Accademia, l’associazione Spazio Alber1ca, con le residenti e i residenti del quartiere. In questi mesi, il lavoro si è sviluppato attraverso incontri periodici, sopralluoghi, raccolta di memorie e riflessioni condivise, con una progettazione minuziosa di ogni dettaglio dell’intervento, dalla relazione con lo spazio architettonico alla definizione dei contenuti simbolici dell’opera.
L’idea dell’intervento nasce anche dalla volontà dell’ERP di trasformare una porzione del muro del cortile in un segno visibile del cambiamento in corso, capace di rappresentare il percorso di valorizzazione urbana e sociale avviato nel complesso residenziale.
L’opera “Wall Caina” intende così tradurre in forma artistica il processo di trasformazione sociale costruito negli ultimi due anni dal Laboratorio Nuova Caina, per restituire vitalità agli spazi comuni e rafforzare le relazioni di comunità. Mostre d’arte, laboratori teatrali, incontri pubblici, attività di memoria collettiva e la creazione partecipata di una biblioteca di quartiere con oltre mille volumi hanno contribuito alla nascita di un nucleo stabile di cittadini attivi, con una significativa partecipazione femminile.
Viceversa. Una pittura su pietra – Flavio Favelli: quando il marmo cambia pelle.
Nello stesso contesto prende vita anche “Viceversa. Una pittura su pietra” di Flavio Favelli, un progetto sviluppato con il coinvolgimento delle studentesse e studenti del corso di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara attraverso un workshop dedicato al rapporto tra immagine, pietra e monumentalità.
L’opera si presenta come un grande blocco di marmo grezzo sulla cui superficie l’artista interviene con un motivo pittorico ispirato ai sistemi di camuffamento ottico elaborati dall’artista inglese Norman Wilkinson. Il lavoro mette in discussione la percezione della forma monumentale e propone una riflessione sul marmo come linguaggio identitario della città.
Qui il marmo, elemento distintivo della storia e della cultura di Carrara, viene riletto attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, trasformandosi in un dispositivo di relazione tra spazio, comunità e memoria collettiva.
La realizzazione dell’opera, frutto del workshop che studentesse e studenti hanno svolto lo scorso giugno insieme all’artista Flavio Favelli, è stata resa possibile anche grazie alla donazione del blocco di marmo da parte dell’azienda Furer. “Un sentito ringraziamento va a Paolo Mazzi” – commentano Cinzia Monteverdi e Marco Baudinelli, rispettivamente Presidente e Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara – “per la disponibilità, la generosa collaborazione e per aver accolto con entusiasmo il progetto fin dalle sue fasi iniziali, contribuendo concretamente alla sua realizzazione”.
Dalla comunità al territorio: il percorso di com-unità dell’arte diffusa.
L’inaugurazione congiunta delle due opere, al termine della quale si terrà un momento di convivialità aperto a tutte e tutti, sarà anche l’occasione per celebrare i risultati raggiunti da COM City Open Museum dietro la direzione artistica di Angelo Capasso. Nell’ultimo anno il progetto ha coinvolto 18 istituzioni accademiche italiane, realizzato oltre 100 eventi gratuiti, in 25 città, con l’intervento di 300 personalità italiane e internazionali del mondo artistico (per citarne alcuni: William Kentridge, Francesco Bonami, Giovanna Castiglioni, Paolo Deganello, Aron Demetz, Flavio Favelli, Giovanni Lindo Ferretti, La Fura dels Baus, Pietro Gaglianò, Paolo Grassino, Marzia Migliora, W. J. T. Mitchell, Davide Rivalta, Pietro Ruffo, Nicola Samorí, Gian Maria Tosatti, Guido Accampa, Massimo Bartolini e molti altri), raggiungendo un totale di oltre 50.000 partecipanti complessivi, tra pubblico, studenti, artisti e comunità.
Mostre, performance, installazioni e attività partecipative hanno dato vita a un dialogo tra discipline e linguaggi artistici differenti, intrecciando teatro, danza, arti visive, performance e pratiche di partecipazione culturale. Un percorso che ha messo in relazione patrimonio, innovazione e comunità, confermando il ruolo dell’arte contemporanea come strumento di conoscenza, relazione e trasformazione dei territori.