Termosifoni, scatta l’ora X: ecco chi può accenderli da oggi

Da oggi via libera nella zona E, la più popolosa d’Italia. Ma molti Comuni frenano: a Milano solo 8 ore, Monza e Brescia rinviano.

Roma – Arriva il primo freddo e con lui la corsa al pulsante della caldaia. Ma scaldarsi in casa, quest’anno come ogni anno, non è un diritto da esercitare quando pare a noi: da oggi, giovedì 15 ottobre, il via libera ai termosifoni scatta solo per i Comuni della cosiddetta zona E, la più popolosa d’Italia, con quasi 4.000 centri e quasi tutte le grandi città del Nord, da Milano a Torino. Per tutti gli altri l’attesa continua, in un calendario a scaglioni che si allunga fino al 1° dicembre.

A dettare i tempi non è il capriccio del termometro, ma la legge. Il riferimento resta il Dpr 412 del 1993, affiancato dal Dpr 74 del 2013, che spacca lo Stivale in sei zone climatiche calcolate sui cosiddetti gradi-giorno, l’indice che misura quanto freddo fa davvero in ogni Comune. Non conta la regione né la provincia: conta la classificazione del singolo paese, che può cambiare anche tra centri vicini.

Ecco il calendario ordinario della stagione 2026-2027:

  • Zona A (Lampedusa, Porto Empedocle): dal 1° dicembre al 15 marzo, max 6 ore al giorno.
  • Zona B (Palermo, Reggio Calabria): dal 1° dicembre al 31 marzo, max 8 ore.
  • Zona C (Napoli, Bari, Cagliari): dal 15 novembre al 31 marzo, max 10 ore.
  • Zona D (Roma, Firenze, Genova): dal 1° novembre al 15 aprile, max 12 ore.
  • Zona E (Milano, Torino, Bologna, Venezia): dal 15 ottobre al 15 aprile, max 14 ore.
  • Zona F (Cuneo, Cortina e le località alpine): nessun limite.

Attenzione agli orari: nelle zone dalla A alla E gli impianti possono funzionare solo nella fascia tra le 5 e le 23, spezzettando pure le ore nell’arco della giornata. E occhio al termostato: la temperatura massima consentita è di 20 gradi, con una tolleranza di 2. In Lombardia il tetto scende addirittura a 19.

Ma la data sul calendario non è vangelo. Approfittando dell’autunno mite, molti sindaci hanno rinviato l’accensione per tagliare consumi e smog: a Monza, Brescia e Bergamo si parte solo il 22 ottobre, a Bologna addirittura il 1° novembre. E a Milano, pur rientrando nella zona E, dal 15 al 30 ottobre le caldaie potranno girare per sole 8 ore al giorno.

Chi fa di testa sua rischia grosso. Accendere fuori calendario, superare le ore o alzare troppo la temperatura può costare una multa salata, da 500 a 3.000 euro, prevista dal D.Lgs 192 del 2005. A pagare può essere il proprietario, l’inquilino o l’amministratore di condominio.

Prima di aprire le valvole, insomma, un consiglio: controllate l’ordinanza del vostro Comune. Perché, tra deroghe e divieti, il primo tepore dell’inverno quest’anno è più regolamentato che mai.