Superbonus, truffa da 14 milioni con crediti fantasma

Due le interdittive del Gip nei confronti di altrettanti imprenditori: divieto di fare impresa e di esercitare la professione tecnica.

Napoli – I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza, a conclusione di attività investigativa coordinata da questa Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale interdittiva emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di un imprenditore e di un professionista gravemente indiziati, in concorso, per del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’esecuzione dell’odierno provvedimento fa seguito ad attività investigativa svolta dai finanzieri del Gruppo di Giugliano in Campania che ha portato al sequestro preventivo, nello scorso mese di luglio, di crediti d’imposta inesistenti per un ammontare di oltre 14 milioni di euro nonché del complesso aziendale e delle quote di due società, la “Domus s.r.l.” e la “Gloria Holding s.r.l.”, entrambe con sede a Napoli.

In particolare, le indagini hanno consentito di acquisire elementi indiziari nei confronti del rappresentante legale della società incaricata da plurimi condomini, quale general contractor, della progettazione e dell’esecuzione di interventi di ristrutturazione con accesso alle agevolazioni fiscali introdotte dal D.L. n. 34/2020, c.d. “decreto rilancio”.

Lo stesso, avvalendosi della collaborazione di tecnici compiacenti, pur non avendo mai avviato i lavori edili proposti ai condomini, avrebbe emesso le relative fatture, producendo anche le asseverazioni degli stati di avanzamento dei lavori.

Il rappresentante dell’impresa avrebbe provveduto, inoltre, a trasmettere le pratiche di efficientamento energetico mediante l’apposito sito ENEA e, una volta acquisito il visto di conformità dagli asseveratori fiscali, avrebbe inviato tutta la documentazione che generava, in assenza dei relativi presupposti, i crediti d’imposta sui cassetti fiscali dei singoli condomini.

Tali crediti d’imposta venivano immediatamente ceduti all’impresa riconducibile all’indagato che, a sua volta, provvedeva a “monetizzarli” cedendoli a istituti di credito e ad altri soggetti giuridici.

Il giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord ha, pertanto, emesso un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale interdittiva nei confronti di due indagati, rispettivamente quelle del divieto di esercitare imprese e del divieto di esercitare la professione tecnica.