Smantellata una piazza di spaccio attiva 24 ore su 24

Tre uomini sono stati raggiunti da misure cautelari: documentate centinaia di cessioni di cocaina e compensi settimanali fino a 700 euro.

Siracusa – Agenti della polizia di Stato in servizio alla Squadra Mobile della Questura hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre siracusani: il primo già agli arresti domiciliari e gli altri due già detenuti per altra causa. Tutti e tre sono accusati, a vario titolo, del reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’esecuzione del provvedimento cautelare scaturisce da una complessa attività di indagine, avviata nel giugno del 2021, che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati colpiti dalla misura, delineando, sul piano della gravità indiziaria e ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, il loro modus operandi e i compiti affidati ai singoli associati.

In particolare, sono emersi gravi indizi a carico sia di uno degli indagati, individuato come promotore e organizzatore dell’associazione, sia degli altri presunti componenti, con riferimento alla gestione e alla promozione dell’organizzazione criminale, caratterizzata da ruoli precisi e ben determinati.

L’attività di indagine, condotta con metodi tradizionali e attraverso attività tecniche, ha fatto emergere l’esistenza di un assetto organizzativo stabile, con una precisa ripartizione dei ruoli e un corrispondente apporto materiale da parte di ciascun associato per la realizzazione del programma comune, attraverso la commissione di una serie di reati.

Nello specifico, le indagini hanno consentito di individuare una vera e propria «piazza di spaccio», capeggiata dal soggetto già citato, operante «24 ore su 24» e caratterizzata da centinaia di cessioni di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina.

L’organizzazione prevedeva, inoltre, la presenza, nei pressi della casa di spaccio, situata all’interno di una palazzina nella zona alta della città, di apposite «vedette», che rimanevano in zona per diverse ore e facevano la spola tra il banchetto dove i pusher effettuavano le cessioni di droga e il terrazzo dello stabile, adibito a «market della droga». Negli altri piani dello stesso stabile venivano svolte le altre attività dell’organizzazione, dalla custodia e dallo stoccaggio delle scorte di stupefacenti e dei proventi dell’attività illecita fino al confezionamento della droga.

L’attività illecita ha permesso agli indagati di ottenere rilevanti guadagni, utilizzati per il proprio sostentamento e per quello dell’associazione. In particolare, i sodali ricevevano dal promotore compensi settimanali compresi tra 250 e 700 euro, a seconda del compito svolto. Le indagini hanno inoltre accertato che le vedette percepivano compensi settimanali pari alla metà di quelli riconosciuti ai pusher. Dopo le incombenze di legge, anche il ventiseienne è stato condotto in carcere.