System House, 525 esuberi: chiesto subito un tavolo di crisi

L’annuncio riguarda nove Regioni e si aggiunge ai tagli di Konecta Italia e CallMat, mentre cresce l’allarme sull’occupazione.

Roma – System House annuncia 525 esuberi. Il Governo convochi subito un tavolo di crisi interministeriale.

Il settore del CRM/BPO è sotto un attacco senza precedenti e la misura è colma. L’ennesimo drammatico verdetto arriva dall’informativa ricevuta il 18 settembre 2026 dalla società System House S.r.l., che ha preannunciato 525 esuberi a livello nazionale (500 operatori e 25 addetti alle funzioni di staff/indiretti). Un colpo durissimo che devasta ed impatta capillarmente sui territori di ben 9 Regioni: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia ed Umbria.

Questa comunicazione si aggiunge a quelle già recapitate, sempre in tema di esuberi, da parte di Konecta Italia di qualche giorno fa, esattamente 600 FTE con funzioni operative e 70 FTE con funzioni indirette di Staff a livello Italia, nonché ai preannunciati 350 licenziamenti da parte della CallMat di Matera. Senza dimenticare ulteriori vertenze aperte e a rischio occupazione come quella di Konecta R in Calabria!

L’ennesimo annuncio di esuberi che si inserisce in un quadro di settore oramai devastato e fuori controllo: in una sola settimana le aziende del comparto hanno dichiarato migliaia di esuberi su scala nazionale. A questi si aggiungono le segnalazioni di drastici cali di volumi provenienti da diverse aziende, per le quali prevediamo lo stesso epilogo.

System House, al pari delle altre realtà coinvolte, giustifica queste eccedenze adducendo la contrazione dei volumi derivante dall’automazione dei processi e dall’introduzione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nell’assistenza clienti.

Già negli anni passati, mentre alcuni acclamavano l’avvento dell’IA con risate e sguardi di sufficienza, supportando la tesi che questa tecnologia avrebbe creato più posti di lavoro di quanti ne sarebbero stati persi o, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe mantenuto un saldo occupazionale in equilibrio, UGL Telecomunicazioni aveva lanciato l’allarme sui rischi di un’automazione selvaggia e senza un codice etico da rispettare.

Oggi vediamo le conseguenze di una totale assenza di regole e norme per governare la trasformazione digitale: l’impatto dell’IA si sta scaricando unicamente su occupazione e salari, andandosi a sommare alle piaghe storiche delle delocalizzazioni all’estero, delle gare al massimo ribasso e dei tentativi, sempre più massivi, di aggirare la clausola sociale.

Di fronte a questo scenario registriamo l’assordante silenzio delle Istituzioni e di tutto il mondo Politico, l’incapacità e la mancata tempestività nel gestire la transizione tecnologica.