Le accuse riguardano i crac delle società del gruppo Bioera e Ki Group e un presunto raggiro sui fondi Covid forniti da Invitalia.
Milano – I Pubblici ministeri milanesi hanno trasmesso al giudice per l’udienza preliminare la formale istanza di rinvio a giudizio nei confronti della senatrice ed ex ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Il provvedimento riguarda complessivamente quindici persone fisiche e un ente. I reati ipotizzati nell’impianto accusatorio comprendono le fattispecie di bancarotta fraudolenta, falsificazione dei bilanci e truffa ai danni dello Stato.
Al centro degli accertamenti condotti dai militari della Guardia di Finanza figurano i dissesti finanziari che hanno coinvolto diverse realtà aziendali, tra cui Ki Group, Bioera e Umbria srl. Oltre all’esponente politica, il procedimento vede indagati alcuni suoi stretti familiari.
Un capitolo centrale delle contestazioni riguarda un presunto finanziamento da 3,3 milioni di euro concesso nel 2021 da Invitalia nell’ambito dei sostegni per l’emergenza pandemica, che secondo gli inquirenti sarebbe stato ottenuto tramite dichiarazioni non veritiere. La difesa di Daniela Santanchè ha sempre respinto ogni addebito, rivendicando la regolarità delle procedure seguite.
La parlamentare si trova al centro di un complesso panorama giudiziario nel capoluogo lombardo. Da un lato, un procedimento per presunta truffa aggravata attualmente congelato in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, dall’altro, è già stato disposto il rinvio a giudizio con l’imputazione di falso in bilancio nel processo Visibilia.



