Dopo l’ondata di solidarietà dei concittadini, il Comune ha offerto un alloggio di emergenza in albergo. Ora è corsa contro il tempo per trovare casa e lavoro.
Rubiera – La vicenda di Anna Rosa Pascazio, 57 anni, e Simona Chivirì, 40 anni, racconta una storia di profondo legame e disagio sociale. Le due donne si erano conosciute anni fa in un orfanotrofio pugliese, dove Simona era cresciuta dopo la perdita dei genitori e Anna Rosa lavorava come educatrice. Nata così un’amicizia di reciproco sostegno, le due si erano trasferite in Emilia-Romagna nel 2004, stabilendosi a Rubiera dal 2015.
La svolta drammatica è arrivata a seguito della necessità di cambiare abitazione: di fronte a canoni d’affitto insostenibili per le loro entrate precarie, a marzo, con la scadenza dei contratti di lavoro e la fine del sussidio di disoccupazione, le due donne sono finite in strada. Da quel momento, per ben 8 mesi, l’abitacolo della loro automobile è diventato la loro casa, condivisa con la gattina di 13 anni, Trèsjolie.
Vivere in macchina ha significato affrontare ostacoli quotidiani enormi, dalla mancanza di risorse per il carburante necessarie anche solo per raggiungere i servizi igienici nel comune vicino, all’insufficienza dei pacchi alimentari della Caritas per coprire il fabbisogno settimanale, fino al costante senso di insicurezza durante la notte. La svolta è giunta grazie alla risonanza mediatica della loro storia, che ha spinto il Comune di Rubiera a intervenire garantendo una sistemazione d’emergenza in albergo per due settimane. Questa parentesi di quattordici giorni consentirà alle due donne di riprendere le forze, in attesa di definire una soluzione abitativa stabile.
Il periodo in hotel è ormai una corsa contro il tempo prima che le loro strade possano dividersi. Anna Rosa, che ha da poco trovato un impiego, appare orientata ad accettare la proposta dei servizi sociali per accedere a una struttura di cohousing sociale a Rubiera, pur cercando una stanza in affitto nei pressi del centro commerciale GrandEmilia per comodità lavorativa.
Diversa la posizione di Simona, incline a tornare in Puglia qualora non riesca a trovare una collocazione lavorativa e abitativa a Rubiera entro la fine del soggiorno alberghiero, rifiutando l’ipotesi del trasferimento nel cohousing di Scandiano. Sulla vicenda si è attivato anche Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione Civica a Reggio Emilia, che sta seguendo il caso in prima persona, per reperire offerte d’affitto e opportunità d’impiego per entrambe.



