La tragedia è avvenuta nello stabilimento Biondi. Inutili i soccorsi, ora si indaga sui dispositivi di sicurezza del macchinario.
Ancona – Un turno di lavoro come tanti, il rumore costante dei macchinari e poi, in un attimo, la tragedia. Era da poco iniziata la mattinata quando un operaio di 57 anni è rimasto schiacciato da una pressa all’interno del cartonificio Biondi di Fabriano. Per lui non c’è stato niente da fare. Un’altra morte sul lavoro nelle Marche, a poche ore dalla protesta di Ancona per i due operai morti alla Fincantieri.
La tragedia si è consumata martedì 3 novembre, intorno alle 9, nello stabilimento di via Bachelet. L’uomo, di origine straniera, stava lavorando alla pressa quando, secondo le prime informazioni, è finito completamente sotto il macchinario. La macchina non si è fermata e lo ha schiacciato.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e i sanitari del 118, ma le ferite erano troppo gravi: per l’operaio non c’è stato nulla da fare. Nel cartonificio sono intervenuti anche la polizia e gli ispettori dell’ispettorato del lavoro, che hanno avviato tutti gli accertamenti.
La dinamica è ancora da ricostruire. Gli investigatori dovranno capire se il lavoratore sia rimasto impigliato nel nastro trasportatore o se ci sia stato un malfunzionamento della pressa. Sotto la lente, in particolare, i dispositivi di sicurezza del macchinario, che avrebbero dovuto bloccarlo.
Una tragedia che si aggiunge a una lista che non smette di allungarsi. Secondo gli ultimi dati Inail, nei primi otto mesi del 2026 le denunce di infortunio mortale sul posto di lavoro sono state 498, dieci in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Dietro ogni numero, una vita spezzata mentre si guadagnava da vivere.



