Infezioni ospedaliere, l’Italia maglia nera in Europa

Ogni anno si registrano circa 500mila casi e quasi 12mila morti. Codici denuncia ritardi nella prevenzione e chiede controlli più rigorosi.

Roma – I dati presentati al convegno “Le infezioni in sanità”, tenutosi lo scorso 27 ottobre a Roma presso l’auditorium Biagio D’Alba del Ministero della Salute, descrivono una situazione giudicata inaccettabile dall’associazione Codici, che sulle infezioni ospedaliere ha sottoscritto un protocollo di intesa con Anipio, Società Scientifica Nazionale degli Infermieri Specialisti del Rischio Infettivo, per promuovere iniziative congiunte di prevenzione, informazione, formazione, ricerca e tutela dei cittadini.

Dal convegno è emerso che in Italia si stimano circa 500mila infezioni correlate all’assistenza ogni anno, un terzo delle quali sostenuto da microrganismi resistenti agli antibiotici. Il nostro Paese detiene il primato europeo per incidenza e mortalità da antibiotico-resistenza, con quasi 12mila decessi l’anno, pari a un terzo del totale europeo.

Nei reparti per acuti le infezioni colpiscono tra il 6 e l’8% dei ricoverati, e nelle terapie intensive si arriva a punte del 20%. Il costo per il Servizio sanitario nazionale è stimato in 783 milioni di euro l’anno.

“Dietro queste cifre ci sono persone ricoverate per curarsi che si sono ammalate, a volte in modo grave o irreversibile, proprio dove avrebbero dovuto essere protette – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Colpisce soprattutto un dato: gli stessi esperti riuniti al Ministero riconoscono che gran parte di queste infezioni è prevenibile attraverso misure rigorose per evitare l’infezione e con un’attività di controllo, sorveglianza e corretta gestione della terapia antibiotica. Se è prevenibile, ogni caso evitabile che si verifica è un fallimento del sistema, non una fatalità”.

Per l’associazione, il primato europeo è il segnale di ritardi strutturali nella prevenzione, nella sorveglianza e nel controllo. “È necessaria un’applicazione effettiva e verificabile dei protocolli di prevenzione in tutte le strutture, con ispezioni e sanzioni in caso di inadempienza. Serve, inoltre, una maggiore trasparenza, attraverso la pubblicazione periodica, struttura per struttura, dei dati sulle infezioni correlate all’assistenza, perché i cittadini hanno diritto di sapere dove vengono curati. Le parole sulla cultura della prevenzione sono importanti, ma i cittadini non possono aspettare. Servono atti concreti, risorse e responsabilità chiare”.

Intanto Codici prosegue la propria attività di tutela e supporto a chi ritiene di aver subito un danno per un’infezione contratta durante un ricovero o una prestazione sanitaria. L’associazione fornisce assistenza anche per altri casi di malasanità. Per fare una segnalazione o ricevere informazioni è possibile telefonare al numero 065571996, inviare un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivere un’e-mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org.