Disposti per l’ex barman, già condannato alla pena dell’ergastolo, tre mesi di isolamento in carcere.
Milano – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione a carico di Alessandro Impagnatiello per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, uccisa con 37 coltellate il 27 maggio 2023 a Senago mentre era incinta al settimo mese del piccolo Thiago.
La pronuncia giunge al termine del processo d’appello bis disposto dalla Corte di Cassazione, che nello scorso mese di aprile aveva annullato con rinvio la precedente sentenza di secondo grado del giugno 2025 limitatamente all’esclusione di tale aggravante. Il riconoscimento della premeditazione porta con sé un’ulteriore misura punitiva a carico dell’ex barman, attualmente recluso nel carcere di Pavia: nei suoi confronti i giudici hanno disposto tre mesi di isolamento diurno.
Alla lettura del dispositivo in aula, i familiari di Giulia presenti in aula – la madre Loredana Femiano, i fratelli Chiara e Mario, affiancati dal legale di parte civile Nicodemo Gentile – si sono lasciati andare a un lungo e commosso applauso prima di stringersi in un abbraccio.
La decisione dei giudici milanesi recepisce pienamente le osservazioni della Suprema Corte. Nelle motivazioni del rinvio, i togati di Roma avevano evidenziato come il precedente verdetto d’appello avesse erroneamente circoscritto la nascita del proposito omicidiario alle sole ore immediatamente precedenti all’aggressione mortale. La Cassazione ha invece sottolineato la presenza di prove inconfutabili circa una volontà di togliere la vita alla giovane donna maturata molti mesi prima.
Centrale in questa ricostruzione è stato il progressivo e deliberato incremento delle dosi di veleno per topi somministrato di nascosto a Giulia a partire dal dicembre 2022 e intensificato nell’ultimo mese e mezzo di gravidanza, unito alle ricerche condotte in rete dall’imputato su veleni mortali insapori e sui tempi necessari per uccidere una persona.
L’integrazione della premeditazione affianca le già confermate aggravanti della crudeltà e del vincolo di convivenza, chiudendo definitivamente il cerchio sulla ricostruzione della responsabilità penale dell’imputato. Le motivazioni dettagliate della sentenza saranno rese note entro i prossimi 45 giorni.



