Macachi Alan e Larry uccisi, la protesta non si ferma

Meta Parma denuncia l’esito del progetto Light-Up e annuncia un corteo per chiedere giustizia e la liberazione degli altri macachi.

Parma – La notizia della soppressione di Alan e Larry, i due macachi simbolo della lotta alla sperimentazione animale in Italia, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e tutto il mondo animalista.

L’associazione Meta Parma esprime il più fermo e totale sdegno per un epilogo drammatico che si poteva e si doveva evitare.

I due primati, rinchiusi dal 2019 nei laboratori dell’Università di Parma per il progetto di ricerca Light-Up, sono stati soppressi al termine del protocollo sperimentale. La notizia della loro morte è stata comunicata ufficialmente alla Lav dall’Avvocatura dello Stato durante un’udienza al TAR del Lazio lo scorso 20 ottobre, lasciando sgomenti i milioni di cittadini che per oltre sette anni hanno sperato e lottato per la loro salvezza.

“L’uccisione di Alan e Larry rappresenta una pagina nerissima per la ricerca scientifica italiana e una gravissima sconfitta per l’intera società civile”, dichiara la portavoce di Meta Parma. “Nonostante i ripetuti ricorsi, le oltre 460.000 [1] firme dei cittadini, le continue manifestazioni, i presidi, i cortei andati avanti per sette anni e la disponibilità di centri di recupero pronti ad accoglierli, si è preferito procedere con l’uccisione di Alan e Larry. Erano già stati resi parzialmente ciechi a causa di interventi cerebrali invasivi e sottoposti a sperimentazione per anni, avevano addirittura le telecamere nel cervello. Questa non è scienza, è tortura”.

L’associazione sottolinea come la vicenda evidenzi l’urgenza di una riforma radicale delle normative vigenti:

• Mancanza di trasparenza: La soppressione è avvenuta nel silenzio dei laboratori, impedendo di fatto alle associazioni di verificare la possibilità di un percorso di riabilitazione e reintroduzione sociale.

• Ritardo metodologico: Continuare a finanziare e difendere la sperimentazione sugli animali allontana l’Italia dallo sviluppo e dall’applicazione dei metodi di ricerca sostitutivi, etici e scientificamente più avanzati.

Meta Parma annuncia che la battaglia legale e civile non si ferma con la morte di Alan e Larry. L’associazione esige immediata chiarezza sulle modalità e sulle tempistiche esatte della soppressione e continuerà a fare pressione sul Ministero della Salute e sulle istituzioni affinché venga vietata, una volta per tutte, l’importazione e l’utilizzo di primati e di qualsiasi altro animale a fini sperimentali sul territorio nazionale.

Intanto, insieme al Fronte Animalista e altre associazioni, annuncia un corteo a Parma il 6 dicembre per chiedere giustizia per Alan e Larry e la liberazione di tutti gli altri macachi.

“Non era necessario ucciderli, ma hanno preferito sopprimerli invece di liberarli. Avevamo presentato un’istanza di liberazione allegando la relazione scientifica della dottoressa Federica Nin, che dimostra che uccidere i macachi non era e non é necessario. Ci sono ancora altri macachi e altri animali rinchiusi nei laboratori dell’Università di Parma, chiediamo che non vengano uccisi e che vengano tutti liberati. Non siamo riusciti a salvare Alan e Larry, ma dobbiamo salvare gli altri.”