L’uomo avrebbe tentato di dare fuoco alla donna. Le indagini hanno ricostruito anche anni di presunti maltrattamenti.
Bari – In data 16 ottobre 2026, nell’ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari dinanzi a quest’Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di una persona, in relazione alle ipotesi di reato di “maltrattamenti contro familiari o conviventi” e “tentato femminicidio”.
La misura e stata eseguita in data 16 ottobre dal personale della polizia di Stato.
In estrema sintesi, e nel rispetto del segreto investigativo, l’ipotesi posta a fondamento del provvedimento riguarda gli esiti delle indagini intraprese in data 9 ottobre scorso, allorquando personale della squadra mobile e intervenuto in una via del centro di Bari, in quanto era stato segnalato che, poco prima, un soggetto, pregiudicato per reati contro la persona e contro il patrimonio, aveva cercato di dare fuoco alla ex moglie con un accendino, dopo averla cosparsa di alcool etilico.
A seguito dei primi accertamenti si poteva appurare che all’uomo, dopo aver cosparso tutto il corpo della donna di alcol, era caduto l’accendino proprio nel momento in cui provava ad alimentare il fuoco dal pavimento.
Ne nasceva una breve colluttazione al termine della quale, la donna, presa dallo sconforto e stanca delle continue vessazioni, raccoglieva l’accendino e si dava essa stessa fuoco.
Solo l’intervento della sorella giunta in quel momento, che le metteva la testa e il busto sotto un rubinetto, impediva che il quel gesto potesse avere tragiche conseguenze.
Acquisita la denuncia, esaminati filmati che avevano ripreso l’intera scena, e ricostruiti i numerosi maltrattamenti, fisici e psicologici, subiti dalla donna gia all’epoca in cui conviveva con l’indagato, maltrattamenti compiuti anche in presenza dei due figli minori, veniva depositata alla Procura della Repubblica di Bari un’informativa a seguito della quale veniva rapidamente emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’uomo che veniva rintracciato a casa sua dagli operatori.



