Una telecamera in cortile scatena la guerra tra vicini

Quattro le persone finite in manette, tra cui padre e figlio. Due i feriti portati in ospedale, uno con il naso rotto.

Nola (Napoli) – È bastata una videocamera di sorveglianza, montata in un’area comune per tenere d’occhio il cortile, a far esplodere l’odio covato per troppo tempo tra quattro vicini di casa. Una banale questione di condominio si è trasformata in una scena da far west, fatta di calci, pugni, insulti e ossa rotte, nel cuore di Nola, popoloso comune della città metropolitana di Napoli. A mettere fine alla battaglia sono stati i carabinieri, allertati dalle disperate chiamate al 112 degli altri residenti.

A scatenare la furia, secondo quanto ricostruito dal comando provinciale dei carabinieri di Napoli, è stata l’installazione di una telecamera in uno spazio condiviso dello stabile. Un gesto che, per quattro vicini con una storia di convivenza già difficile, ha rappresentato la miccia di troppo. Dalle parole si è passati in un attimo ai fatti: i quattro si sono affrontati nella corte del palazzo in una violenta colluttazione.

Il bilancio della rissa è pesante. Volti tumefatti, braccia contuse, traumi e ferite. Due dei litiganti hanno avuto bisogno delle cure dell’ospedale: uno di loro è finito al pronto soccorso con le ossa del naso fratturate.

Al termine degli accertamenti, per tutti e quattro è scattato l’arresto con l’accusa di rissa. Si tratta di un padre e un figlio, di 64 e 34 anni, di un uomo di 60 anni e di un 41enne. Per tre di loro sono stati disposti i domiciliari, mentre il più giovane è stato trasferito in camera di sicurezza.

Resta, dietro gli arresti, l’immagine di un confine sempre più sottile tra la lite di condominio e la violenza pura: dove un occhio elettronico puntato su un cortile, pensato per garantire sicurezza, è finito per diventare il detonatore di una guerra tra vicini.