Il dj e influencer rinviato a giudizio. Tra le accuse, pedinamenti, minacce e una lite a Parigi con le mani al collo.
Milano – Le telefonate a raffica, fino a sessanta in un solo giorno. I pedinamenti, gli insulti, i messaggi vocali carichi di minacce. E quella sera a Parigi, durante un tentativo di riconciliazione finito nel peggiore dei modi. È il quadro che la Procura di Milano ha ricostruito attorno ad Alessandro Basciano, dj e influencer diventato famoso con il Grande Fratello Vip, che da oggi è ufficialmente imputato: la Gup Lorenza Pasquinelli lo ha rinviato a giudizio con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna Sophie Codegoni, madre di sua figlia. Il processo si aprirà il 20 gennaio 2027 davanti all’undicesima sezione del Tribunale.
In aula, venerdì 16 ottobre, c’erano tutti e due. Seduti a pochi metri di distanza, a capo chino, senza concedere una parola né dentro né fuori dal Palazzo di giustizia. Un silenzio che pesa più di mille dichiarazioni, dopo due anni vissuti tra denunce, carte bollate e titoli di giornale.
Il Pm Antonio Pansa, titolare dell’inchiesta, contesta a Basciano una serie di episodi avvenuti tra il 2023 e il 2024. Secondo l’accusa, gli atteggiamenti di prevaricazione del dj si sarebbero trasformati in un “crescente controllo e invasività” nella vita della modella. Nell’atto di chiusura delle indagini si legge che Basciano la controllava “con continue telefonate e video chiamate nell’ordine di 50-60 chiamate al giorno, a cui a volte non rispondeva”. Il 27 settembre 2024, a Parigi, “nel corso di una discussione dai toni violenti le cingeva il collo”. Comportamenti che, per la Procura, avrebbero gettato la giovane in un grave stato d’ansia e nel fondato timore per la propria incolumità.

Una favola nata sotto le telecamere del GF Vip nel 2021, fatta di addii e ritorni, e naufragata nella denuncia presentata da Codegoni nel dicembre 2023. Poi, nel novembre 2024, l’arresto: la notte tra il 13 e il 14 novembre, in via della Moscova, il dj avrebbe affiancato con il suo Suv l’auto su cui viaggiava l’ex con due amici, costringendola a fermarsi, tra minacce e un’aggressione a uno dei ragazzi.
Basciano tornò libero in meno di 48 ore, ma la Procura impugnò la decisione e ottenne dal Riesame il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri, con braccialetto elettronico, confermato dalla Cassazione nell’aprile 2025. Un dispositivo finito al centro di continui intoppi, fino alla revoca decisa dalla gup lo scorso marzo su richiesta della difesa.
Il dj ha sempre respinto ogni accusa. “La Gup si è mostrata molto professionale e umana – commenta il suo avvocato, Leonardo D’Erasmo –. Siamo convinti che nel processo, dove sentiremo tutti i testimoni, emergerà la verità. Speriamo che non si trasformi in un processo mediatico e che entrambe le parti possano continuare nella ricerca del proprio equilibrio familiare e lavorativo”.
Ora la parola passa ai giudici. Da gennaio, la storia d’amore più tormentata del piccolo schermo si giocherà in un’aula di tribunale.



