L’ombra del killer nel vicolo in cui morì David Rossi

I rilievi dei carabinieri confermano la presenza di un uomo a pochi metri dal corpo: si ipotizza una regia criminale dietro la morte del dirigente MPS.

Siena – Quattro minuti: è il tempo che occorre per andare dall’ufficio di David Rossi al vicolo Monte Pio, dietro Rocca Salimbeni a Siena. Il tenente colonnello Adolfo Gregori, consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta, ha controllato di persona il percorso prima di presentarsi in audizione con i risultati dei Ris dell’Arma. Quel dato è diventato centrale quando è stato mostrato il filmato della sera del 6 marzo 2013, quando i carabinieri hanno dedotto che nel vicolo in cui è morto il dirigente MPS si trovasse un uomo.

Il video registra ciò che accade ai margini della scena. Ogni volta che un’auto passava nella vicina via De Rossi, i fari illuminavano per un istante il fondo del vicolo. I Ris hanno contato dodici passaggi tra le 20.04 e le 20.14 e in uno di essi si vede sul marmo l’ombra di due gambe, che gli esperti attribuiscono a una persona ferma all’imboccatura.

La video-sequenza

Rossi è precipitato dalla finestra del suo ufficio al Monte dei Paschi poco prima delle 20.00. Gli esperti hanno seguito le sue condizioni nelle immagini: ha mosso la testa e gli arti fino alle 20.17, poi per altri tre minuti, fino alle 20.20, si è visto soltanto il torace sollevarsi con il respiro. Secondo Gregori, chi si trovava nel vicolo era appostato già dalle 20.04.

Sulla base di queste conclusioni, il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, ha respinto l’idea del passante occasionale, sostenuta a lungo. Chi era lì, ha spiegato, ha atteso che David Rossi morisse e ha fatto in modo che nessuno lo soccorresse. Vinci ha escluso un gesto improvviso: una o due persone hanno controllato l’esito, ma per mettere in piedi un’operazione simile ne servono almeno quattro o cinque, con un’organizzazione alle spalle.

La Commissione ritiene di essere in dirittura d’arrivo nella ricostruzione dei fatti. Gli elementi raccolti, ha concluso Vinci, orientano le indagini verso la ‘ndrangheta della bassa Lombardia.