Antoci richiama la risoluzione europea: gli Stati devono recepire tutti i reati previsti dalla direttiva, compreso l’esercizio illecito.
Strasburgo – “Il Parlamento europeo ammonisce il Ministro Carlo Nordio sull’abuso d’ufficio” così Giuseppe Antoci, europarlamentare del M5S, uno dei relatori della direttiva anticorruzione già approvata a marzo 2026.
“Le raccomandazioni dell’Eurocamera sulla prima strategia dell’Ue contro la corruzione” continua Antoci “contengono infatti un chiaro e incontrovertibile richiamo a tutti gli Stati membri affinché ‘promuovano l’attuazione efficace della nuova direttiva sulla lotta alla corruzione, in particolare al fine di garantire che tutti i reati di corruzione definiti dal diritto dell’UE, compreso l’esercizio illecito di funzioni pubbliche, vengono recepiti dalle legislazioni nazionali’, si legge nel testo della risoluzione.”
“Il Parlamento europeo” ancora Antoci “chiede, inoltre, il tempestivo e corretto recepimento e l’effettiva applicazione di tutti i reati previsti dalla direttiva, in modo che le riforme nazionali non creino lacune nella responsabilità penale né indeboliscano la responsabilità per i reati di corruzione.”
“A tutti quelli che negano questa evidenza consiglio di informarsi e di leggere con attenzione sia il testo della direttiva, sia la risoluzione votata oggi” prosegue Antoci. “Se l’Italia non recepirà correttamente la direttiva e non reintrodurrà l’abuso d’ufficio questo cartellino giallo diventerà rosso e le conseguenze potrebbero essere dolorose”.
“Questo testo” conclude Antoci “è frutto del nostro lavoro al Parlamento europeo e riflette un emendamento da noi presentato. L’Italia si trova oggi al 52esimo posto nell’indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, abbiamo bisogno urgente di ripristinare questo reato nel nostro ordinamento così da poter fornire alla magistratura tutti gli strumenti necessari per combattere nel modo più efficace la corruzione e tutte le sue ramificazioni. La corruzione non è soltanto un reato, è un furto di democrazia”.



