Prestiti, interessi e minacce: arrestato per usura

Un uomo è finito in carcere: secondo l’accusa avrebbe prestato denaro con interessi fino al 48% e organizzato una raccolta abusiva.

Parma – In esecuzione di un’ordinanza adottata dal Gip del locale Tribunale su richiesta di questo Ufficio di Procura, applicativa di misura cautelare personale in carcere, I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato tratto in arresto un soggetto originario dello Sri Lanka, residente a Parma, per ipotizzate condotte di usura e abusiva attività di raccolta del risparmio. Il provvedimento è stato eseguito nell’ambito di un’operazione che ha visto complessivamente coinvolte, per le medesime condotte, 4 persone fisiche. Le indagini, effettuate dal Nucleo polizia economico finanziaria sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Parma, si sono caratterizzate per il ricorso ad un’ampia serie di strumenti investigativi, combinando intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche con servizi di osservazione sul territorio e perquisizioni locali, personali e informatiche.

L’esame congiunto degli elementi acquisiti ha consentito non solo di ricostruire le modalità di erogazione dei prestiti ma anche di acquisire riscontri sulla disponibilità, da parte del destinatario della misura restrittiva, di consistenti somme di denaro utilizzate per soddisfare le richieste di finanziamento.

Secondo la ricostruzione investigativa, il denaro veniva consegnato in contanti a persone originarie dello Sri Lanka, alle quali erano richiesti versamenti mensili gravati da interessi che, nei casi emersi, raggiungevano fino al 48% di tasso usurario su base annua.

Le condotte ipotizzate avrebbero avuto carattere ripetuto, interessando molteplici destinatari dei prestiti. Più in dettaglio, è emerso come il tasso di interesse usurario veniva corrisposto mensilmente, con interessi pari al 4% del capitale ricevuto in prestito, fino alla restituzione – in un’unica soluzione – del capitale ricevuto.

I versamenti mensili, seguendo lo schema tipico del credito usurario, venivano imputati esclusivamente a copertura degli interessi, senza intaccare la quota capitale originaria, che pertanto restava integralmente dovuta.

Tra l’altro, per ottenere la restituzione del capitale, in taluni casi sarebbero state esercitate pressioni coinvolgendo la sfera familiare dei debitori e facendo leva sul timore di ritorsioni nei confronti di congiunti residenti nel Paese d’origine.

Le indagini hanno poi disvelato un articolato meccanismo di raccolta abusiva del risparmio e di esercizio abusivo di attività bancaria mediante il ricorso ad un complesso sistema di raccolta periodica di denaro tra più persone, con successiva assegnazione delle somme mediante aste interne al gruppo.

Le investigazioni hanno evidenziato come il destinatario della misura cautelare rivestisse il ruolo di promotore e organizzatore di gruppi composti da 15 fino a 30 partecipanti, provvedendo in prima persona innanzitutto al loro contatto e alla convocazione agli incontri, nonché al reperimento delle risorse, alla definizione degli importi, alla riscossione delle quote e alla successiva assegnazione delle somme.

1 2 Proprio la gestione di gruppi così numerosi e la sistematicità degli incontri d’asta hanno consentito di ritenere che non si trattasse di una raccolta sporadica e con finalità solidali, bensì di una vera e propria struttura bancaria abusiva e clandestina capillarmente operante sul territorio.

Il sistema, secondo gli elementi acquisiti, operava senza contratti formalizzati, garanzie o autorizzazioni delle autorità di vigilanza finanziaria, in totale violazione delle previsioni del Testo unico bancario.

Il quadro investigativo così delineato, con particolare riferimento alla reiterazione delle condotte e alle modalità intimidatorie emerse in talune circostanze, ha condotto la Procura della Repubblica di Parma a richiedere l’applicazione della misura cautelare personale, successivamente disposta dal Gip presso il competente Tribunale.

Al termine dell’esecuzione del provvedimento, il destinatario della misura è stato condotto presso la casa circondariale di Parma, in attesa di sostenere l’interrogatorio di garanzia.

L’indagine svolta testimonia la costante azione di presidio e il perdurante impegno profuso dalla Guardia di Finanza di Parma, nell’ambito delle indagini coordinate da questa Procura della Repubblica, a contrasto di fenomeni altamente lesivi dell’ordine pubblico economico quali l’usura che, sfruttando lo stato di bisogno, genera una condizione di intimidazione incidendo sulle vittime dell’illecito con riflessi non solo economici ma anche, e soprattutto, psicologici.

Con il presente comunicato si intendono sottolineare, in definitiva, i seguenti aspetti che denotano la particolare rilevanza pubblica dei fatti:

1. in primo luogo, il costante presidio su condotte altamente lesive dell’ordine economico, che costituiscono una minaccia particolarmente insidiosa per il tessuto sociale, produttivo e commerciale, inquinando il mercato legale;

2. in secondo luogo, la grave distorsione del mercato del credito e della concorrenza con conseguente sottrazione di risorse finanziarie al circuito bancario ufficiale e regolamentato, fatto in sé obiettivamente grave;

3. in terzo luogo, l’allarme sociale e il danno che tali condotte generano nei soggetti più vulnerabili connotati da fragilità finanziarie.